CONFERENZE | Forlì: Penna e pennelli: i racconti, la pittura e la grafica di Sergio Celetti

MERCOLEDI 18 GENNAIO 2017 ORE 16:00, Foro Boario

per il ciclo  di conferenze, “ARTI FIGURATIVE” AUSER Forlì presenta:

Penna e pennelli: i racconti, la pittura e la grafica di Sergio Celetti

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Relatore: Sergio Celetti

Sergio Celetti è nato a Civitella di Romagna, vive e lavora a Forlì con studio in via Fratti, 14.

Inizia l’attività artistica come grafico e incisore, nel 1964 il poeta Aldo Spallicci lo invita ad incidere una copertina per la rivista di cultura romagnola LA PIE’, sarà la prima di una lunga serie che dura tuttora (49 copertine pubblicate) e che colloca l’artista nella ristretta cerchia degli incisori della prestigiosa rivista. Nel 1972 vince il concorso per il sigillo della Camera di Commercio di Forlì e si classifica terzo nel concorso nazionale per un francobollo celebrativo dell’Aeronautica Militare. A seguire disegna cartoline celebrative per l’AVIS di Forlì, per la manifestazione Telethon, commissionata dalla BNL, per il Circolo Filatelico Forlivese, per il cinquecentesimo del Melozzo da Forlì. Oltre alle xilografie per la PIE’ ha inciso una xilografia per il recupero della Celletta della Misericordia e recentemente ha donato una cartella di cinque xilografie all’Associazione per la lotta alle leucemie di Forlì tirata in 150 esemplari.

Nei primi anni ’70 conosce Maceo Casadei ne frequenta per anni lo studio, assimilandone consigli e seguendolo nelle frequenti uscite ” en plein air ” tanto care al maestro.   Inizia per l’artista un’intensa stagione di mostre ricche di riconoscimenti di pubblico e di critica. Dal 1972 ad oggi ha allestito 35 mostre personali a Ravenna, Forlì, Ferrara, Cesena, Faenza, Castrocaro, Cervia.
Dal 1996 tiene corsi di tecnica pittorica presso la scuola di avviamento alla pittura dell’Associazione Culturale Pegaso di Forlì in via A. Fratti, 14.

Di lui Rosanna Ricci (Resto del Carlino) scrive: “Celetti è fatto così: professionale nel lavoro, scrupoloso nell’insegnamento, disponibile verso gli altri. Si potrebbe dire che i dipinti sono lo specchio della sua realtà di uomo: precisi, sicuri, sensibili, lirici, preziosi ma anche sobri. L’artista non appesantisce mai la tela, cerca l’essenzialità per evitare che la carica emozionale venga frantumata in una molteplicità di elementi anche quando cerca di tradurre sulla tela in maniera oggettiva il mondo naturale è sempre l’interprete di una realtà trasfigurata, quasi un miraggio di cui ciascuno, in base alla sua sensibilità, compie un personale disvelamento”.

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